A proposito di BIRRA, FISE, DASPO, VW, FIGC, UE e via discorrendo
È noto il fattaccio del 19 settembre scorso al Campo de li Giochi: un esuberante quintanaro del Rione Giotti ha scagliato una lattina di birra sul terreno di gara nel momento in cui passava al galoppo un cavaliere.
Un primo problema salta evidente: si trattava di birra tedesca? Perché, se sì, sarebbe necessaria una accurata indagine sulle emissioni che il contenitore deve aver certamente lasciato nell’aria durante il suo volo o sul manto erboso in fase di atterraggio.
I recenti fatti della Volkswagen non ci tranquillizzano al proposito. Che sia un’altra trovata di quei teutoni sporcaccioni cui vorrei attribuire anche lo scioglimento della calotta polare?
Se ne occupi la giustizia internazionale prima che qualche procura bramosa di salire alla ribalta le tolga il caso dalle mani. A proposito, la lattina è stata sequestrata? La misura è indispensabile per le analisi di rito.
Sai che spasso in televisione! Sarà guerra di periti e birrai a Porta a Porta (con la piantina del Campo), Ballarò, Quarto Grado, La Gabbia, Chi l’ha vista? (la lattina), Piazza Pulita e via dicendo.
Dal faceto al serio.
L’Ente Giostra della Quintana fa parte della FISE, Federazione Italiana Sport Equestri: di qui la competenza del questore ad emettere un DASPO (acronimo per divieto di accedere a manifestazioni sportive) a carico dello scalmanato lanciatore.
Pensiamo al mondo del calcio dove i “DASPO” sono emanati con frequenza contro questo o quell’ultrà che ci deliziano con le loro bravate quasi ogni domenica.
Ma in quei casi anche le Società Calcistiche, siccome organizzatrici della gare ed organismi di riferimento delle tifoserie, vengono pesantemente colpite da sanzioni pecuniarie emesse dalla FIGC (Federazione Italiana Gioco Calcio).
C’è da chiedersi allora come mai nei confronti dell’Ente Giostra (organizzatrice della gara) o dei singoli Rioni (associazioni che organizzano le tifoserie quintanare) non vengano adottati eguali provvedimenti.
La legislazione sportiva vigente prevede espressamente la responsabilità delle società per i fatti commessi dai tifosi intemperanti. Si tratta della cosiddetta “responsabilità obbiettiva” che colpisce una persona o un ente non per effetto di un suo comportamento, ma solo per il fatto di essere in una particolare situazione. Eguale responsabilità grava ad esempio sui direttori di giornale.
Dunque, se l’ippica è uno sport come il calcio e se l’Ente Giostra e gli stessi Rioni sono “società sportive”, non si vede come possano sottrarsi alla potestà sanzionatoria degli organismi federali.
Mi pare che il regolamento di Giustizia e Disciplina dell’Ente Giostra (cui spetta la facoltà di emettere solo provvedimenti disciplinari) non preveda alcuna forma di responsabilità oggettiva. Una modifica in tal senso di quelle norme sarebbe utile per indurre i Rioni ad una più accurata vigilanza sui propri aderenti.
LUCIANO CICIONI