
Donne nella Chiesa
Penso che le donne debbano essere presenti a ogni livello, anche in posizione di piena responsabilità. È indispensabile l’apporto della ricchezza e delle capacità intuitive insite nel genio femminile. La Chiesa senza le donne sarebbe un corpo mutilato. Tante sono oggi impiegate attivamente negli organismi ecclesiali. Possiamo immaginare oggi strutture comunitarie, caritative, culturali senza la presenza delle donne? Senza di loro le parrocchie chiuderebbero domani stesso. Nella realtà e nella Chiesa “in uscita” prefigurata dal Papa le donne sono già avanti, sono alle frontiere. Intervistato da Avvenire sulla presenza femminile negli ambiti decisionali della Chiesa, ha risposto così il cardinale Walter Kasper, incaricato da Papa Francesco a tenere la relazione introduttiva al prossimo Sinodo sulla famiglia. L’8 marzo abbiamo visto alcuni volti della povertà femminile. Ora ci chiediamo se anche nelle comunità cristiane la donna si senta poco valorizzata; se consideri il suo ruolo ancora gregario ed esecutivo; se si ritrovi poco compresa e sostenuta da una Chiesa troppo al maschile. Sul difficile rapporto delle donne – delle più giovani soprattutto – con la Chiesa ha scritto due anni fa don Armando Matteo, dando un quadro molto documentato di come la presenza delle donne nella Chiesa sia diventata oggi più problematica e insofferente. Non sarebbe tanto la dottrina ad essere messa in discussione, quanto la sua traduzione pastorale. Sono i tempi, gli spazi, i linguaggi, gli atteggiamenti a suscitare una certa disaffezione. Senza le donne la famiglia non esiste, dunque non si può parlare della famiglia senza ascoltarle. Il lavoro, i figli, la fragilità della coppia coniugale, le incombenze familiari, la cura degli anziani, lo stereotipo della donna tutta figli, casa e Chiesa…: sono questi i fronti dove le donne vorrebbero più complicità da parte della Chiesa, per ottenere un cambiamento di passo dalla politica e, prima ancora, un vero e proprio mutamento culturale, che superi il vecchio preconcetto della donna “naturalmente” docile e passiva. Costrette a confrontarsi con un potere maschile in molti ambiti della vita sociale, le donne finiscono col sentirsi quasi assenti o poco valorizzate anche nei processi decisionali della Chiesa. Su questo punto, però, il cardinale Kasper ritiene che il ruolo delle donne vada riconsiderato e integrato nella prospettiva del dinamismo sinodale e della conversione missionaria indicati dal Papa. Queste le sue parole: Nella “Evangelii gaudium” il Papa si chiede se è proprio necessario che il prete stia in cima a tutto. Ciò infatti dà luogo a un immobilismo clericale che a volte sembra aver paura di lasciar posto alle donne, quindi anche di riconoscere lo spazio a esse dovuto là dove si prendono decisioni importanti. Certamente alcuni ruoli della Chiesa prevedono l’esercizio della potestà di giurisdizione, che è connessa con il ministero ordinato. Ma non tutti i ruoli di governo o di amministrazione implicano la potestà di giurisdizione. Questi dunque possono essere affidati a laici, e quindi anche alle donne. Ma se ciò non avviene, la loro esclusione non è più giustificabile.
© Gazzetta di Foligno – ANTONIO NIZZI