
SATIRA CAUTELATIVA: Il sindaco di Spoleto ha cacciato i Benedetti…ni, ora tocca ai Fratini
Che, per caso, il sindaco laico di Spoleto c’è l’ha con le… tonache? Dopo aver cacciato i Benedetti…ni dal convento di piazza dell’orologio, adesso, lancia in resta, ha riunito tutte le sue sturmtruppen perché vuole portare avanti un’altra operazione. Buttar fuori i Fratini dal chiostro del San Giovanni Battista. Pochi giorni fa nel corso di una riunione consiliare ha urlato: ‘hic sunt leones’ e tutti, come peones, hanno acceso l’applausometro alla massima potenza. La battaglia è stata scatenata perché al nosocomio della città festivaliera manca il manovratore del ‘chirurgo robot’. E a pensarci dovevano essere proprio i Fratini che, però, non avrebbero accontentato le richieste della ‘fascia tricolore’ del Ducato. Il quale ha gridato allo scandalo minacciando anche una specie di secessione sanitaria visto che lui, il Cardarelli, ha anche un ospedale intitolato a suo nome proprio sotto il Vesuvio. Non solo, ha anche puntato il dito contro gli invasori della vicina città alzando barricate di siringhe contro eventuali nuove invasioni di altri camici bianchi non graditi perché incapaci di rianimare il suo chirurgo-robot. Ma pronta è stata la risposta del capo regionale della salute che, di contro, ha schierato una batteria di clisteri al grido di ‘Nos non sumus Barberi, sed Barberini’. A proposito… visto come stanno le cose, neanche don Matteo può stare sereno. Infine un elogio al titolista dello scorso numero: ‘Vus in utile…’. Ma quello spazio è un refuso?
ROBERTO DI MEO