Foligno e l’Umbria alla GMG brasiliana
Di fronte a questi tempi cupi e volgari che stiamo vivendo, in un Paese che a volte noi giovani facciamo fatica a starci dentro. A volte mi chiedo come possiamo vivere in questo momento storico che ha smesso di crescere.
La mancanza di spazi e di orizzonti purtroppo ci impedisce di fare ciò che desideriamo e questo ci mette da parte.
Beh, dopo le tante immagini, i tanti simboli, ma soprattutto le tante parole di incoraggiamento che Papa Francesco ha lanciato durante la 28° Giornata Mondiale della Gioventù celebrata a Rio de Janeiro, mi sembra scontato affermare che noi giovani non siamo più soli e non dobbiamo sentirci delle isole, se ci lasciamo guidare da Colui che ci indica la strada giusta da seguire!
È vero, viviamo immersi, in un presente dilatato, divenuto solo il tempo della cronaca, nel quale manca ogni riferimento al passato e ogni idea di progettazione futura. Su questo basta guardare ai giovanissimi (13-17 anni), che hanno delle curiose attitudini, ma anche una strana serietà. Però nessuno gli ha insegnato ad appassionarsi del passato! Il Papa invece ci sollecita a guardare indietro per andare avanti!
Il futuro non è un’opportunità e nemmeno una minaccia, e Papa Francesco agli oltre tre milioni di giovani presenti sulle rive di Copacabana ricorda che il futuro esiste “perché esistete proprio voi giovani”: quello che costruiscono, nessuno potrà ipotecarlo! Ci propone di essere un popolo giovane, coerente e responsabile di ogni scelta che facciamo nella nostra vita: sarà solo la passione a farci fare il salto fino ad aprirci a nuove strade!
Heidegger diceva: “Per pensare devi avere un orizzonte largo, ma anche la speranza di poter vedere oltre la linea dell’orizzonte”. È pure vero che la più grande tara dei nostri giorni è che noi giovani abbiamo la vista corta, o meglio l’incapacità di guardare lontano, e questa cosa ha contagiato la nostra classe dirigente, che si è abituata a ragionare solo nella prospettiva delle prossime elezioni. “Tutto si consuma in un attimo – ha detto Tommaso Padoa Schioppa – nulla si progetta e nulla lascia traccia”.
Ma anche a questo proposito il Papa richiama noi giovani al bisogno di percorrere le nostre strade, anche quelle più insolite, perché oggi non è più possibile che continuiamo a percorrere sempre le vie già conosciute, perché ci vengono presentate come le più sicure. Durante la visita in Brasile in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, il Pontefice ha voluto inviare anche un messaggio di conforto ai giovani che si trovano a convivere con il disagio dell’occupazione, invitando questa nuova generazione dei call-center e dei promoter, dove oggi guadagni 1000, domani 50 e dopodomani ti ritrovi a casa perché non hai più il contratto, a continuare a provare senza arrendersi anche quando è o sembra difficile!
Molto bello l’episodio in cui Papa Francesco, durante i tanti dialoghi quasi confidenziali con noi giovani, svela l’importanza di passare da un sapere e saper fare ad un saper essere; sarà solo questo l’iter per contraddistinguerci dagli altri perché saremo più veri, più naturali e più spontanei.
Ci troviamo in un’era in cui apparentemente vogliamo essere tutti amici; a partire dai genitori con i figli. Oggi è quanto mai urgente e necessaria un’educazione e il Papa ricorda che se si hanno delle basi solide, tutta la vita è certa, concreta e stabile!
Penso che questa GMG è stata non solo un’esperienza indimenticabile per chi l’ha vissuta pienamente perché era presente (sto pensando ai nostri 18 giovani della diocesi, che sono ritornati con un entusiasmo inconfondibile e che prossimamente ci faranno una cronistoria del vissuto), ma un’ottima scuola di crescita e di slancio per tutti noi giovani, dove dobbiamo “inserire” Colui che è il maestro e la guida: Gesù! Con Lui, come ci ha ribadito Papa Francesco, non ci perderemo e non saremo mai disorientati. Dobbiamo diventare dei giovani che avanzano senza che nessun freno ne ostacoli la corsa… Solo così diventeremo dei veri “atleti di Dio”. La nostra fede è la nostra missione, solo così diventeremo veri apostoli per questo mondo. Andare, uscire e coinvolgere sono le parole chiave che ci invitano a non dimenticare questi momenti vissuti da Papa Francesco con i giovani di tutto il mondo radunati in Brasile, mantenendo vivo il ricordo e la speranza di questa Chiesa giovane, che si è lasciata aprire il cuore all’invito che Gesù le ha rivolto!
“Ama la vita e le cose curate nei dettagli, fatte bene”, concludo con queste parole di un brano di Jovanotti, e mi auguro che questa GMG porti frutti buoni e maturi anche nella nostra Chiesa diocesana, ricordando a noi giovani che non esistono solo momenti giusti, ma che esiste la vita e questa è sempre e adesso la cosa più importante a cui credere. È solo una questione di volontà: noi giovani non dobbiamo basarci solo su quei contentini che la società ci offre, ma dobbiamo scegliere, provando a puntare in alto, fino a conquistarci la nostra libertà.
Michele Tufo
direttore del Servizio Diocesano per la Pastorale Giovanile