
Settimana politica 2013 – 8
Umbria: tante le strade, pochi i binari
La notizia è che la Perugia-Ancona sarà completata. È un’altra arteria trasversale, che unisce alle Marche, dopo la Flaminia e la S.S. 77, e l’E 45 che unisce al Lazio. I politici di tutti gli schieramenti, compresi quindi gli amministratori regionali, sono concordi nel sostenere che più strade significano sviluppo. Ma avranno ragione? Dal 1970, anno di fondazione dell’istituzione Regione, il territorio è stato coperto di asfalto, mentre lo stato delle rotaie ferroviarie è rimasto pressoché lo stesso. Infatti l’asse Lazio-Umbria-Marche è servito per la quasi totalità da un solo binario, cosa che non è certo al passo con i tempi. A Perugia si battono da anni per la revisione della cosiddetta bretella, che passa al di fuori della città, che provoca rallentamenti e intasamenti. Quando venne costruita, sembrava fosse la soluzione definitiva; oggi non è una risposta adeguata al flusso del traffico. Inoltre per incassare si trasformerà a pagamento l’E 45. Ma i binari ferroviari sono rimasti gli stessi; anzi le ferrovie riducono i treni e la Ferrovia Centrale Umbra fa i conti con la solita rotaia unica. La Gazzetta, nel condurre battaglie per eliminare l’isolamento viario dell’Umbria, ha sempre sostenuto il contemporaneo sviluppo sia della rete stradale sia di quella ferroviaria.
Spoleto quanto ci costi! – VUS condannata al risarcimento
Il Tribunale superiore delle acque ha dato torto alla VUS e al Comune di Spoleto, i quali avevano impugnato una sentenza del 2008 che condannava in primo grado la stessa VUS ad un risarcimento di €1 milione e 572.981 + interessi legali (dal maggio 2006) per illecita sospensione di acqua nei confronti della società Endesa. La vicenda è cominciata nel 1999 e riguarda la responsabilità del Consorzio Argentina, di cui erano soci i Comuni di Spoleto e Campello sul Clitunno, a danno di Enel per il prelievo dell’acqua dalla sorgente omonima in assenza di concessione. Una transazione successiva tra la società elettrica nazionale e i Comuni ha stabilito il danno procurato, quantificandolo in 6,6 miliardi di lire, per i quali l’amministrazione spoletina ha contratto un mutuo. Tale cospicuo debito è stato poi portato in dote nella costituenda società multi-servizi VUS (2000). Nel 2004 l’Autorità di vigilanza, però, aveva dichiarato che l’ammontare del mutuo contratto per pagare Enel (e ora Endesa) doveva essere a carico solo dei contribuenti dei Comuni che l’hanno causato. Ma ciò non si è verificato. Oggi VUS deve pagare a Endesa, subentrata ad Enel nella disponibilità della sorgente Argentina. Il presidente della società pubblica Salari è pronto a ricorrere in Cassazione; in ogni caso in bilancio è stata accantonata la somma di € 1 milione e 800.000, che quindi sarà anticipata dalla VUS. I Comuni soci dovranno stabilire se la cifra sarà divisa tra tutti o solo tra le municipalità responsabili del danno procurato e riconosciuto. Questo non è l’unico problema da risolvere per la VUS: si deve trovare una soluzione per i debiti e i crediti dei Comuni nei confronti della partecipata. Foligno è tra i creditori, e non per pochi spiccioli.
Guasto all’impianto di compostaggio dei rifiuti del Casone
Da più di un mese si è guastato un macchinario che rompe i sacchetti dei rifiuti non differenziati, prima tappa per diminuire la quantità poi portata in discarica. Oggi la VUS scarica i rifiuti raccolti a Borgo Giglione, nell’orvietano, in attesa che la Regione dia il via libera al riutilizzo della discarica di Sant’Orsola nello spoletino. Discarica che potrà essere utilizzata per un anno o due al massimo, se non si accelera sulle percentuali di differenziata. Intanto portare più rifiuti a Borgo Giglione è un aggravio di costi per la VUS.
La Regione approva il piano farmacie: + 5 a Foligno
In Umbria ci saranno altre nuove 40 farmacie. Il Consiglio regionale ha abbassato il limite di abitanti per farmacia da 5.000 a 3.500. A Foligno se ne potranno aprire altre cinque, raggiungendo il numero di 18 unità. I farmacisti più legati a regimi protezionistici non saranno forse entusiasti, ma la concorrenza dovrebbe favorire i consumatori.
Fanucci e Formenton mandano Berlusconi KO
Terminata la campagna elettorale, possiamo dare conto di un rapporto epistolare intercorso tra la sen. Ada Urbani in lista con Berlusconi e il prete spoletino Formenton, cui ha dato poi man forte l’eugubino don Fanucci. La Urbani chiedeva ai sacerdoti umbri di votare la sua lista, perché l’unica a sostenere i cosiddetti valori cristiani “non negoziabili”. La risposta per le rime di don Formenton – “Non la voto” – ha fatto subito il giro di Internet e facebook. Ecco un passaggio: “Rivolgendosi ai pastori del popolo cristiano, Lei dovrebbe ricordare che tra i valori non negoziabili nella vita, nella vita cristiana e soprattutto in politica entrano una serie di comportamenti di vita, di etica pubblica e di testimonianza sui quali non mi sembra che il partito di cui Lei fa parte né gli alleati che si è scelto siano pienamente consapevoli. Sarebbe bello stendere un velo pietoso su tutto ciò che riguarda il capo del suo partito, sul quale non credo ci siano parole sufficienti per stigmatizzare i comportamenti, le esternazioni, le attitudini pruriginose, le cafonerie, le volgarità verbali che costituiscono tutto il panorama di disvalori che tutti i pastori del popolo cristiano cercano di indicare come immorali agli adulti cristiani e dai quali cercano di preservare le nuove generazioni”. Sobrio e puntuale, il prete di Gubbio ha fatto notare che la sua associazione di Capodarco – don Angelo Fanucci da quarant’anni guida in maniera esemplare la comunità di persone non autosufficienti – non avrebbe avuto vantaggi dalla vittoria del partito di Berlusconi. Sono, questi, due esempi di come sia stato accolto e tradotto, anche da noi, l’appello di qualche tempo fa del cardinal Bagnasco a far passare aria più fresca nella politica italiana.
© Gazzetta di Foligno – Giancarlo Antonelli