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Brutta figura dei consiglieri comunali

La presentazione dello Statuto del Comune di Foligno a vent’anni dalla sua stesura doveva essere un’iniziativa importante per la città. Ma lo è stata solo in parte. Buona l’idea del Presidente del Consiglio Comunale di inserire l’iniziativa nel contesto del 150°. Interessante il confronto tra i protagonisti che lavorarono alla formulazione dello Statuto in un clima costruttivo di dibattito culturale e politico. Stefanetti, Marini, Doni, Migliozzi e Mingarelli hanno ricostruito le tappe di quel “grande esercizio di democrazia” che ha permesso la costruzione della “costituzione comunale”, alla cui luce si sarebbe poi dovuto – ha scritto Gentili – “trasformare le strutture, riformare i metodi di governo, modificare i comportamenti, rinvigorire il rapporto con i cittadini”. E fin qui tutto bene. Ma è stata l’assenza totale dei consiglieri comunali – a parte Patriarchi e Filipponi – a lasciare l’amaro in bocca ai cittadini presenti; forse sarebbe meglio dire “sgomento e preoccupazione”, avendo constatato a quali mani risultano affidate le sorti della città. L’assenza è stata stigmatizzata dal Sindaco Mismetti. E ha fatto bene. Ma quando mai si è visto che un’ istituzione celebra un suo importante anniversario e i protagonisti che ne hanno la responsabilità si danno alla latitanza? Come è potuto succedere che il Consiglio Comunale, a nome del suo Presidente, invita i cittadini e poi non si fa trovare all’appuntamento? Se è vero, come ha detto il Sindaco, che nello Statuto sono stabiliti “i valori essenziali della nostra comunità e le modalità democratiche attraverso le quali avrebbe dovuto esercitarsi l’azione del nostro massimo organismo pubblico a vantaggio di tutta la comunità”, ebbene, quale occasione migliore di questa per verificare il passato e il presente dell’azione politica e di governo realizzata a livello locale? La Gazzetta dà sempre spazio alle voci del Consiglio comunale e agli amministratori, con interviste, dibattiti e contraddittori, tutti rispettando e incoraggiando, ma mantenendo l’autonomia critica sia nei confronti della maggioranza che dell’opposizione. Proprio per questo le piacerebbe incontrare più spesso gli eletti in Consiglio Comunale anche nei diversi luoghi dove la città si incontra per fare cultura, confronto politico, aggiornamento, studio dei problemi, ascolto di quanto emerge dalla società civile. Per una politica più efficace occorre preparazione e oggi anche a Foligno c’è bisogno di cittadini consapevoli, di giovani soprattutto, che sappiano lottare per dei valori e siano attrezzati di competenze tecniche. Ma qui si apre il vero problema, essendo venuti a mancare i grandi soggetti politici che provvedevano in passato alla formazione sia tecnica che valoriale della classe dirigente. La selezione avveniva attraverso filtri e controlli: si cominciava dall’associazionismo di base e si passava ai partiti, che avevano luoghi di formazione e tirocini severi, dove si imparava ad agire politicamente prima di assumere compiti di responsabilità. Oggi occorre rilanciare nuovi percorsi di formazione alla politica. L’improvvisazione crea solo vuoti, come venerdì scorso.

© Gazzetta di Foligno – ANTONIO NIZZI

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